Chiedo venia; anzi no, chiedo asilo!/I apologize; no, no, ask for asylum!

Articolo scritto nel novembre 2017
/Article written in November
2017
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Ciò che la Politica ma, meglio dire una generalizzata e distaccata classe di politici internazionali non riesce a comprendere, è il concetto nella sua ratio di origine, quello che contraddistingue e specifica quanto sia importante l’asilo, sostentamento nonché linfa vitale di ogni perseguitato.
What politics, or rather a generalized and detached class of international politicians, fails to understand, is the concept in its ratio of origin, the one that distinguishes and specifies how important asylum is, sustenance and lifeblood of every persecuted.

Le recenti vicende seguite alla richiesta di indipendenza della Catalogna, producono, in aggiunta alla massa di notizie più o meno veritiere (le fake news sono costantemente tra noi lettori ed apatici ascoltatori, no?) una serie di movimenti diplomatici di cui e quasi paradossalmente, una vasta platea di persone perseguitate necessitano ma si vedono frequentemente respingere nel principio. Ciò che la Politica ma, meglio dire una generalizzata e distaccata classe di politici internazionali non riesce a comprendere, è il concetto nella sua ratio di origine, quello che contraddistingue e specifica quanto sia importante l’asilo, sostentamento nonché linfa vitale di ogni perseguitato e sua protezione e difesa intellettuale ad oltranza.
Sembra che il numero da intendersi come cifra contenitore delle “richieste”, sia il deterrente principale anche per un affronto della questione in termini addirittura umanisti, laddove le Fedi religiose ed in special modo quelle abramitiche come ispirazione, offrono attraverso le loro organizzazioni senza profitto, una specie di pezza ma poco di appoggio e certamente al di fuori da ogni logica politica od istituzionale.
I presenti testi che riempiono questo blog personale atto alla ricerca di un certo spazio editoriale sovvenzionato, nella difficoltà momentanea di non avere un supporto misurato, certamente economico, sono in balìa non di un oblio ma, di un potere per nulla occulto che ostacola, chiude, nasconde e paralizza ogni tentativo di diffusione. La natura islamica (nel principio) è derisa, sottovalutata, incompresa e limitata non da una violenza verbale di cui dovrei spiegare ma, dalle non motivazioni che seguono ogni affermazione e pubblicazione denigrando, svilendo e banalizzando le argomentazioni anche siano come sono sovente di natura positivistica e con un seguito.

E’ una assurdo-pseudologico che descrive questi atti e di cui il saggio “Mā shāʾ Allāh (XXI century schyzoid man)” è in qualche modo vittima; un accentramento di poteri illustri definibili come intellettualoidi i quali attanagliano ogni spiegazione o presunta tale offerta da codesto testo. Non c’è una ragione precisa (sic!) per questa perseveranza destabilizzatrice ma, esiste una sfera geopolitica, ideologica e trasversale, la quale vuole relegare l’Islam (non la Umma, la Comunità di fedeli…) come “testo autorevole datato” assolutamente incompatibile con le strategie geopolitiche transnazionali ed Occidentali in forte espansione in ogni Landa conosciuta e grazie alla “mercificazione”, al consumismo di deriva di cui si compone.
Per tanto il sottoscritto, chiede asilo e, lo fa’ apertamente ed ufficialmente ai Paesi scevri da gioghi di potere prettamente ideologizzati dalle spinte ateiste e connessi con il lucro come ideale massimo, laddove la teocrazia rimane, comunque, un invenzione umana e quindi non accettata come unico aspetto da proporre in discussione.

In Fede,
L.d.N.


/The recent events following the request for Catalonia’s independence produce, in addition to the mass of news more or less truthful (fake news are constantly among us readers and apathetic listeners, no?) a series of diplomatic movements of which and almost paradoxically, a large crowd of persecuted people need but they often see themselves being rejected in the beginning. What politics, or rather a generalized and detached class of international politicians, fails to understand, is the concept in its ratio of origin, the one that distinguishes and specifies how important asylum is, sustenance and lifeblood of every persecuted, his protection and all-out defense.
It seems that the number to be understood as the enclosure of “requests”, is the main deterrent also for a confrontation of the issue even in humanistic terms, where the Religious Faiths and especially those Abrahamite as an inspiration, offer through their unprofitable organizations, a kind of piece but little support and certainly out of any political or institutional logic.
The present texts that fill this personal blog in search of a subsidized editorial space, in the momentary difficulty of not having a measured, certainly economical support, are at the mercy of not forgetting but of a hidden, obstructing power that closes, hides and paralyzes every attempt to spread. Islamic nature (in the principle) is deranged, underestimated, unmanaged and limited not by verbal violence I should explain but, by the non-motivations following every affirmation and publication denigrating, waving and trivializing the arguments are also as they are, often of positivist nature and with followers.

INFOGRAPHIC Annual Report UNHCR Global Trends: “Where are the refugees?”

It is an absurd-pseudo logic who describes these acts and whose essay “Mā Shā’ Allāh (XXI century schyzoid man)” is somehow a victim; a centralization of definable powers that can be defined as intellectuals who perceive every explanation or supposed that offer from this text.
There is no precise reason (sic!) for this destabilizing perseverance but there is a geopolitical, ideological and transversal sphere that wants to relegate Islam (not the Ummah, the community of faithful…) as “authoritative text but dated” absolutely incompatible with the rapidly expanding Transnational and Western geopolitical strategies in every known Land and thanks to the “commodification”, the drift consumerism of which they are composed.
So, me undersigned, asks asylum, and makes it openly and officially to the Countries that are free from bonds of purely ideological power driven by atheistic thrusts connected with the profit as the maximum ideal, whereas theocracy remains a human invention and hence unacceptable as the only aspect to be discussed.

Sincerely yours (Faithfully)
L.d.N.



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