Cinema. L’arte (è) minore /Cinema. The minor (is) art

L’umanità che non demorde
/Humanity that does not give up

L’arte è materia genericamente effimera: attraverso tendenze e variegati profili è pur presente nella creatività che l’Uomo non può voler celare, in quanto trattasi esattamente di una porzione del vissuto, del quotidiano impegno che la vita richiede dall’origine dei tempi. In altri termini, l’arte è un tipo di linguaggio dell’umano essere, uno apparentemente speciale oppure differente, se vogliamo essere più precisi; il negare -negarsi- o proibire alla persona di comunicare, in qualunque forma vogliamo definire questa cosa, è esattamente impossibile, perché una specie di ribellione interiore, probabilmente istintiva, non permette l’accettazione di questa imposizione: la storia conosciuta e riconosciuta dell’umanità, dalla notte dei tempi e fino ad ora, ci dimostra che questa affermazione, piaccia o no, è vitalità.
Come qualunque forma di espressione umana, anche l’arte produce certamente degli eccessi che necessitano di moderazione, di educazione, di una sottomissione alle Leggi e normative che vengono imposte dalla società in cui l’artistica espressione viene diffusa. Il Cinema in un particolare un approccio leggermente differente riguardo i suoi contenuti che semplificano di gran lunga il Teatro, se da un lato si presenta come arte (comunemente considerata “minore” rispetto alla Scrittura, alla Pittura, alla Musica eccetera) bisogna riconoscere che è stato ottimamente portato a fare cassa dall’industria americana (Hollywood) generando ricchezza esagerata per pochi, e oggi viene tradotto in merce di consumo attraverso le varie piattaforme commerciali che semplicemente hanno ucciso le sale di proiezione, indi una parte di socialità. Esiste -resiste- e rimane ancora forma artistica che si rispetti in un limitato numero di produzioni, seppur la distribuzione di queste opere rimane alquanto scarsa? L’arte, intesa come espressione umana, in ogni caso, non si può arrestare, come non si ferma l’industria indiana di Bollywood che ha preso a braccetto quella americana per contenuti e fatturato. Dov’è allora ancora possibile trovare qualche traccia artistica, qualche scorcio di umanità e senza dover supporre o cercare distinzioni che debbano a forza recarci un piacere estetico? E perché sottovalutare l’esistenza di questa arte che asseconda ed affascina e stimola il ragionamento critico-positivo e l’immaginazione dei nostri giovani? Possiamo o no trovare beneficio attraverso la visione di un buon film e stimolare una sensibilità che stiamo forse già perdendo o peggio tralasciando per nostra noncuranza senza pensare a una colpa? Attraverso gli occhi di un altra persona, il film come piccola opera d’arte permette questo fare; se l’effetto di una visione è, potrebbe essere, uno sguardo verso ciò che nella realtà ci viene oscurato dalle nostre frenetiche abitudini egoiste, allora, che Dio mi perdoni, anche un buon film deve essere visto! Le mie oneste proposte per ora spaziano dall’Europa poco conosciuta (quella dell’Est) alle Lande islamiche dell’Iran di oggi; si passa dai primi anni settanta dove nella fiorente ed in fortissima crescita economica Germania arrivavano i primi emigranti a lavorare, per finire nelle periferie francesi di oggi, dove la vita a fatica scorre ma non si arresta mai. Spaccati di vita, di umanità che soffre ma non demorde, come se si potesse scorgere in questo l’Ordine Supremo, l’Ordine divino. [ANTEPRIME ECC. CLICK SULLE LOCANDINE!]

/Art is -genericallyephemeral matter: through trends and varied profiles it is also present in the creativity that Man cannot want to conceal, as it is exactly a portion of experience, of the daily commitment that life requires from the origins of time. In other words, art is a type of language of the human being, an apparently special or different one, if we want to be more precise; denying or forbidding the person to communicate, in whatever form we want to define this thing, is exactly impossible, because a kind of inner rebellion, probably instinctive, does not allow the acceptance of this imposition: the known and recognized history of humanity, from the dawn of time and until now, shows us that this affirmation, like it or not, is vitality.
Like any form of human expression, art also certainly produces excesses that require moderation, education, submission to the laws and regulations that are imposed by the society in which the artistic expression is spread. Cinema in particular a slightly different approach to its contents which greatly simplify the Theater, if on the one hand it presents itself as an art (commonly considered “minor” compared to Writing, Painting, Music, etc.) it
must be recognized that it has been excellently led to make cash from ‘American industry (Hollywood) generating exaggerated wealth for the few, and today it is translated into consumer goods through the various commercial platforms that have simply killed the cinemas, then a part of sociality. Does it exist -resist- and still remains an art form that respects itself in a limited number of productions, even if the distribution of these works remains rather scarce? In any case, art, understood as a human expression, cannot be stopped, just as the Indian Bollywood industry does not stop, which has taken the American one arm in arm in terms of content and turnover. Where then is it still possible to find some artistic traces, some glimpses of humanity and without having to suppose or look for distinctions that must necessarily bring us an aesthetic pleasure? And why underestimate the existence of this art that favors and fascinates and stimulates the critical-positive reasoning and imagination of our young? Can we or can we not find benefit by watching a good film and stimulate a sensitivity that we are perhaps already losing or, worse, omitting for our own carelessness without thinking of a fault? Through the eyes of another person, the film as a small work of art allows this to be done; if the effect of a vision is, it could be, a look at what in reality is obscured by our frenetic selfish habits, then, God forgive me, even a good film must be seen! My honest proposals for now range from little-known Europe (that of the East) to the Islamic Lands of Iran today; we pass from the early seventies where the first emigrants arrived in the flourishing and very strong economic growth of Germany, to end up in the French suburbs of today, where life hardly flows but never stops. Split with life, with humanity that suffers but does not give up, as if one could see in this the Supreme Order, the Divine Order.
[PREVIEWS ETC. CLICK ON THE MOVIE POSTERS!]


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