La parola e la preghiera agli onorevoli Sauditi/Word and prayer to the honorable Saudis

Articolo scritto nel aprile 2017
/Article written in April 2017

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Non si tratta di aprire discussioni riguardo validi o meno validi “modelli istituzionali”: Regni monarchici, Stati secolarizzati e Parlamenti democratici o no, sono e dovrebbero essere a disposizione del ricollocamento sociale delle masse, dove i contesti determinanti e ormai di emergenza di aggregazione, non sono più distribuiti nei principi di libertà dell’individuo ma vengono riproposti in un inaspettato dietro front (regressivista) storico e soprattutto morale ed etico.
It is not a question of opening discussions about valid or less valid “institutional models”: monarchical kingdoms, secularized states and democratic parliaments or not, are and should be available for the social relocation of the masses, where the decisive and now emergency contexts of aggregation, they are no longer distributed in the principles of freedom of the individual but are re-proposed in an unexpected (regressivist) historical and above all moral and ethical reversal.

Il sito internet ufficiale in italiano del Governo dell’Arabia Saudita, nella sezione http://www.arabia-saudita.it/page.php?id=116

AS

riporta un’esaustiva descrizione dell’Islam e dei suoi valori e principi di Fede. Per ogni Uomo di Fede e quasi esclusivamente per quelli islamici, quell’appendice è notevole esposizione di orgoglio, un sentimento positivo potremmo ben dire; la mole di attività che questo Paese mediorientale infonde in favore dell’Islam è pressoché insuperabile e non bisogna pensare che questo fare sia dettato esclusivamente dal fatto che il reddito pro capite dei sudditi (dicasi “cittadini” estendendo un termine che ha comunque dei connotati alquanto occidentali) sia tra i più alti del Pianeta. La Mecca e Medina, città governate e sostenute e costantemente mantenute verso alti standard nelle infrastrutture che accolgono ogni anno milioni di Persone e pellegrini di ogni ceto sociale dalla Monarchia reggente, sono un enorme servigio alla Religione di Maometto (P.s.d.L.), “La Roma vaticana” dei Cattolici e di moltissimi Cristiani potremmo aggiungere.
L’Arabia Saudita è un Paese che custodisce e preserva l’origine dell’Islam, sebbene -bisogna sempre sottolinearlo- l’Islam è Religione iconoclasta, Religione che non prevede una forma clericale e nessun “capo” o “conduttore”, pena (visione in tal senso dovesse presentarsi) una deriva di pensiero vicina alla blasfemia. I motivi del perché sia proprio l’Arabia Saudita e non un altro Paese o, meglio, una “coalizione di Paesi”, oppure ancora: perché La Mecca e Medina non diventino un Governatorato a sé sul “modello Vaticano”, per esempio, non è dato sapersi, ammesso e forse non concesso, qualcuno, leggi qualche Governo mussulmano, abbia mai espresso perplessità sui generis. Sta di fatto che oggi, molto probabilmente per ragioni geopolitiche, è l’Arabia che esercita questa esclusività, dove la lode per il suo esercizio, è, rimane, condivisibile: per come siamo giunti a oggi e alla luce di ciò che è disponibile vedere in quelle Sante località, il ringraziamento ai Sovrani arabi che noi tutti -religiosi o solamente “cittadini del mondo”- dovremmo fare, è quasi un obbligo morale. La disciplina geopolitica è oltremodo indice della pratica finanziaria; la forza ed il potere dell’Arabia Saudita passa anche da qua, funzione di umano studio e purtroppo oggi ancora studio indefinito; la materia di cui essa si occupa, oscilla e oggi potremmo dire pende verso quella finanza che ha soverchiato ogni economia moderna, relegando la politica (quella vera, pura e sana che eleva le società umane) in un angolino. Non si tratta di aprire discussioni riguardo validi o meno validi “modelli istituzionali”: Regni monarchici, Stati secolarizzati e Parlamenti democratici o no, sono e dovrebbero essere a disposizione del ricollocamento sociale delle masse, dove i contesti determinanti e ormai di emergenza di aggregazione, non sono più distribuiti nei principi di libertà dell’individuo ma vengono riproposti in un inaspettato dietro front (regressivista) storico e soprattutto morale ed etico, dove la mancata distribuzione di un reddito garantito e sufficiente al mantenimento delle famiglie sempre più numerose che compongono le comunità stesse sta cambiando la storia maldestramente. (Le masse sempre più povere come ogni studio antropologico dimostra da molti anni a questa parte, abbandonano le Terre di origine senza curarsi degli ostacoli, nella ricerca di un reddito, consapevoli e pronte anche al sacrificio).

Le masse, le stesse masse, così come abbandonano l’origine geografica, sono altresì pronte a mettere in contrasto l’origine (valori e principi fondanti) spirituale: gli avvenimenti che sembrerebbero mostrarci il contrario, i movimenti di appartenenza religiosa in dimostrazione anche violenta, non sono altro che l’ultima e sempre più fragile difesa che preannuncia quanto appena asserito e che un giorno potrebbe anche cedere e lasciar oltrepassare quella “non richiesta” interrogazione sulla paternità dei diritti acquisiti per il controllo delle città Sante, quel “diritto geopolitico” che nello stesso tempo ha prodotto con evidenza ricchezza e lussi anche sfrenati a fronte di operai schiavizzati. I giovani, davvero pochissimo o per nulla istruiti giovani nati nell’Occidente consumista e partiti in armi per la fondazione di uno Stato islamico, ne sono la prima o prossima dimostrazione; i disgraziati sudditi di quel pseudo-Stato, oggi pochi superstiti ridotti a mendicare l’acqua e senza nemmeno più lacrime per piangere i propri cari dilaniati dalle bombe, sono pronti a maledire quello Stato che di fatto mai è esistito, chiamiamolo “Daesh“, “Isil” o come si vuole.

Sottoproletariato al lavoro nei Paesi del Golfo, anno 2016

Il petrolio, come qualcuno certamente potrà suggerire, non è di per sé determinante e vitale: esso è un mezzo; sempre più il tempo e la tecnologia dell’ingegno umano avanza, meno lo utilizzeremo, vedi per primo esempio le automobili e i mezzi di trasporto che si stanno convertendo ad altre forme di energia, come l’elettricità a sommo esempio. Il Regno dei Sauditi deve sapere… come lo sa questo?
Gli sceicchi, dovrebbero anche riconoscere che la proficua partecipazione alle politiche finanziarie che l’Occidente ha creato su base capitalista nei loro Territori, è un altissimo rischio e non solo di Impresa: la destabilizzazione del pensiero islamico (solidarietà nella fratellanza, impegno sociale, equità, elevazione della conoscenza e dello studio per inizio) è in corso d’opera e ogni riferimento agli Emirati Arabi Uniti ma soprattutto ai sempre più poveri Paesi del Maghreb, alle ampie sacche di inciviltà e repressione di Pakistan ed Afghanistan e al sottoproletariato delle neo Società mussulmane emigrate in Occidente non è casuale. Non ci potrà essere solidarietà tra fratelli e nemmeno una lontana convergenza di chi comunque prega in direzione de La Mecca (vedi l’Iran sciita) se l’umanità, l’azione umanitaria quale espressione divina di eccellenza, saranno soverchiate e schiacciate dai meccanismi finanziari che sono totalmente al di fuori dell’equità sociale (vedi i diritti dei lavoratori pakistani, indonesiani per esempio!) come simbolo di umano e primordiale diritto, meccanismo vicino alle pratiche diaboliche. Laddove il sano “fatalismo” islamico d’origine tradotto in arabo come “Inch’Allah” (Se Dio Vòle) e le guerre preventive e di difesa tenute in ogni tipo di alleanza saranno senza ombra di dubbio inefficaci e produrranno “responsabilità” anche molto gravi e senza riuscire a contenere le istintive ribellioni, non sorgerà una civiltà al di fuori di Allah. (Dovesse il sole del mattino essere disponibile, il significato inesorabile rimarrà il continuo della vita, come è stato previsto ma non da noi esseri umani e viventi, mai più profeti). Le scelte di politica economica e ogni Ordinamento di Stato sono e rimangono banali attenuanti, generiche ammende e poco di più: esse sono ininfluenti e secondarie abilità di governo, legittime certamente ma, non considerabili attività come attenzione che l’Islam necessita per essere seguito fedelmente. E quindi, l’Arabia Saudita, necessita di aiuto? La Umma è pronta ad aiutare Re Salmān bin ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd e i suoi successori nel tempo che dovesse essere disponibile? La prima risposta è un sì: personalmente ritengo l’Arabia Saudita necessiti di aiuto; nonostante il potere d’acquisto del Regno sia stellare, il Regno Saudita necessiterebbe anche di aiuto e non solo per costruire grattacieli e piste di automobilismo sportivo o promuovere quel motto “VISION 2030” (https://vision2030.gov.sa/en) : essi hanno bisogno di aiuto cosicché noi possiamo e dobbiamo chiedere aiuto a loro, i Maestri restauratori dell’Islam e traghettatori del Messaggio Ultimo Profetico nella modernità. L’evitare l’imminente condanna universale della Comunità islamica destabilizzata al suo interno e, attenuare almeno le immani sofferenze umane risolte da un assurdo atto autolesionistico della Umma stessa, è una missione che può svilupparsi solamente se nasce coraggiosamente a La Mecca. (La seconda domanda non ha, non può avere, evidentemente, a oggi, una risposta). Un Uomo di fede disse: “Se mi sbaglio, mi correggerete.” Il contesto non era ovviamente vicino a questo e, ora, non mi preoccupo a riproporre questa frase ma la riprendo senza umana falsa modestia, alla maniera situazionista. In subordine, chiedo asilo! (QUI E’ DISPONIBILE “LA RICHIESTA”) Andiamo avanti; aiutatemi a diffondere questo libro saggio, grazie!

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The italian official site of the Government of Saudi Arabia, in the section http://www.arabia-saudita.it/page.php?id=116, gives a comprehensive description of Islam and its values and principles of Faith.

AS

For every Man of Faith and almost exclusively to Islamic one, that addendum is a considerable worth and pride for Saudis, another one we can say; the amount of activity that this Middle Eastern Country instills in favor of Islam is almost insurmountable and we must not think that doing this is dictated solely by the fact that Saudis Subjects (citizens using a so much Western word) has among the highest economic standard of the Planet.
Mecca and Medina, governed Cities constantly supported and maintained to high standards in infrastructure that can accommodate each year millions of people and pilgrims from all walks of life from the Monarchy regent, are a huge service to the Religion of Muhammad (PUH), “the Vatican Rome” of Catholics and Christians we might well say. Saudi Arabia is a Country that protects and preserves the origin of Islam, although -it is always good to emphasize this!- Islam is iconoclastic Religion that does not require a clerical form and no “boss” or “conductor” is authorized, (vision to that effect should arise) where a drift close to blasphemy thought could be born. The reasons why it is Saudi Arabia and not another Country to preserve or, better, a “coalition of Countries” or even better: why Mecca and Medina does not become a Governorate on “Vatican model” for example, does not given to know for us, assuming and perhaps not granted, someone, read some Muslim Government, has ever expressed concern about this. The fact is that today, most likely for geopolitical reasons, Saudi Arabia exercising this exclusivity, where praise for its exercise, is and remain acceptable, indeed: for how we got today and in the light of what it is available to see in these Holy places, we must thanks to the Arab sovereigns like almost a moral obligation is a need.
Geopolitics discipline is extremely index of financial practice; the strength and the power of Saudi Arabia also goes from here, the human study of this function is unfortunately still an undefined study today because the matter it deals with, swings and today we could say leans towards the finance that has overwhelmed any modern economy, relegating politics (the real, pure and healthy that elevates human societies) in a corner. It is not a question of opening discussions about valid or less valid “institutional models”: monarchical kingdoms, secularized states and democratic parliaments or not, are and should be available for the social relocation of the masses, where the decisive and now emergency contexts of aggregation, they are no longer distributed in the principles of freedom of the individual but are re-proposed in an unexpected (regressivist) historical and above all moral and ethical reversal
, where the failure to distribute a guaranteed and sufficient income to support the increasingly numerous families that make up the communities themselves is clumsily changing history. The increasingly large masses like any anthropological study shows from many years now, abandon Lands source regardless of the obstacles and to seek an income, aware and even ready to sacrifice. They are changin’ the history.

The masses, the masses themselves, as well as abandoning the geographical origin are also ready to put in contrast to the values, the founding principles of the spiritual origin: the events that seem to show the opposite, the religious affiliation movements also violent demonstration, are nothing more than the last and increasingly fragile defense that promises to be as soon asserted and that one day might even give in and allow to cross that “not required” question on the paternity of the rights acquired for control of the Holy city, that “geopolitical Law” at the same time it produced wealth and luxuries evidence also rampant. Young people, really very little and not at all educated young people born in the western consumerism and parties in weapons for the establishment of an Islamic state, are the first or next demonstration; the unfortunate subjects that are today few survivors reduced to begging for water and without even more tears to mourn their loved ones torn apart by bombs are ready to curse the State which in fact never existed, let’s call it “Daesh”, “Isil” or as you want.

Underclass working in the Gulf Countries; anno 2016

The oil, as some will surely suggest, is not conclusive in itself and vital: it is a means; more and more time and human intelligence technology advances, the less we will use it, see like first example cars and vehicles that are being converted to other forms of energy. Should the Saudi’s Kingdom know it? Do they already knows it? They must also know that his participation in advantageous financial policies that the West has created on the capitalist base is a very high risk and not just a business risk: the destabilization of Islamic thought (solidarity, brotherhood, social commitment, fairness, elevation of knowledge and study first) has during construction: any reference to the UAE but especially to the poorer Countries of the Maghreb, the large pockets of incivility and Rights suppression of Pakistan and Afghanistan and the underclass of neo Society Muslim emigrants in the West, is not random. There could not be solidarity between brothers and not even a distant convergence of those who still pray in the direction of Mecca (see Shiite Iran) if humanity, humanitarian action that is divine expression of excellence, will be overwhelmed and crushed by the financial mechanisms that are totally out of social equity (see workers from Pakistan, Indonesia etc. for example!) as a symbol of human original Right and closer to evil practices, wherever and healthy “fatalism” of Islamic origin translated into Arabic as “Inch’Allah” (God willing) and preventive wars and defense held in any kind of alliance will without doubt produce ineffective and very serious “responsibility”, unable to contain the instinctive rebellions. If it should be available the morning sun, the unforgiving meaning will remain the constant of life, as it was expected but not by us humans and living beings, never more prophets. The economic policy choices of every State is and remains a banal mitigating, generic fines and only little more: they are irrelevant and secondary government skills, certainly legitimate but not considered activities such attention that Islam needs to be faithfully followed. And then, Saudi Arabia, need help? The Umma is ready to help King Salman bin Abd al-‘Azīz al Sa’ud and his successors in the time that were to come? The first answer is yes: I personally believe Saudi Arabia needs help; despite the purchasing power of the Kingdom it is stellar, the Saudi Kingdom also would need help and not just to build skyscrapers and motor sports tracks or spreading the “VISION 2030” (https://vision2030.gov.sa/en) : they need help so we can and must ask for help to them, the Masters’ of restores Islam and the ferrymen Last Prophetic Message in modernity. The avert the impending universal condemnation of the Islamic Community destabilized from the inside and to mitigate at least the immense human suffering solved by a senseless act of self-injurious Umma itself, is a mission that can only be developed if it comes boldly from Mecca. (The second question does not, can not have, obviously, to date, a response). A man of faith, said, “If I am wrong, you will correct me.” The context was obviously not close to this and I will not care to repeat this sentence, but I resume it without human false modesty, at the situationist’s manner and, in the alternative, ask for asylum! (HERE) Let’s go on; help me to spread (and find translators from Italian language) this wise book, (HERE) thank you!

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